Il Museo trentino del Risorgimento

Date: 31 Maggio 2007 - 30 Dicembre 2009

La ricerca intende ricorstruire la storia del Museo del Risorgimento di Trento dalle sue origini nel 1919, fase precedente la sua costituzione ufficiale avvenuta con l’Adunanza del 29 giugno 1923, fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. La nascita del Museo del Risorgimento viene collegata e ricondotta all’interno di un vivace dibattito sul tema dei musei trentini precedente la Grande Guerra e che comprende la proposta di Cesare Battisti e Gino Fogolari all’inizio del secolo (1903) e quella di poco successiva (1911) di Giuseppe Gerola, Soprintendente alle Belle Arti.

La disponibilità delle fonti fa ipotizzare che la storia del Museo del Risorgimento possa essere molto interessante anche per illuminare in contro campo i nodi problematici che arrovellarono gli operatori culturali e i ceti dirigenti della città, della provincia, della regione, della nazione. Parlare del Museo del Risorgimento costringe, infatti, a considerare il dibattito che si manifesta a guerra conclusa intorno ai musei trentini; nello specifico importante sarà analizzare la controversia sulla riorganizzazione degli istituti presenti e nascenti che Trento, quale capoluogo, aspira a compiere.

La storia delle origini viene analizzata in particolare in rapporto al ruolo degli altri Istituti culturali cittadini, delle associazioni ‘Legione trentina’ e ‘Famiglia del volontario trentino’ che fungono non solo da principali donatori, ma anche da motori della raccolta di documentazione e cimeli. Ruolo fondamentale viene ad assumere il Municipio di Trento nell’agevolare e indirizzare la crescita dell’istituzione museale.

L’intento è quello di verificare se il Museo trentino del Risorgimento - che sembra nascere ed evolvere in modo autonomo, spesso autoreferenziale, rispetto al contesto sociale, economico e persino politico che caratterizza la Venezia Tridentina nel ventennio 1924-1945 - non abbia invece nella sua storia un versante dinamico relazionale ed uno sviluppo che lo vede confrontarsi con la comunità trentina e nazionale, con la società civile e l’élite politica incidendovi e facendosene influenzare.

In questo contesto appaiono di grande rilevanza e interesse le dinamiche e le modalità nella raccolta delle collezioni, la distinzione tra materiali donati e ricercati e, infine, la ricostruzione della loro consistenza e composizione.

Ricercatori impegnati: Paola Antolini

In collaborazione con: Comune di Trento

Periododo di svolgimento: giugno 2007-dicembre 2009