Sottosopra! L'incisione dell'attività mineraria contemporanea sul territorio trentino

Date: 01 Dicembre 2012 - 01 Dicembre 2014

Realtà capofila: Fondazione Stava 1985 Onlus 

Partner: Associazione “La Miniera”, Ecomuseo dell’Argentario 

Il progetto necessita di una breve premessa per inquadrare il contesto delle tre realtà proponenti: Stava, Darzo, Argentario. Località del Trentino diverse, non vicine ma con un aspetto comune: l'attività mineraria.

A Stava, nel comune di Tesero, l'attività mineraria è presente fin dal 1500 con la coltivazione di un modesto filone di argento. È però il Novecento, più intensivamente negli anni '60, che vede l'attività mineraria per l'estrazione della fluorite portare delle trasformazioni percepibili nell'economia, nella comunità, nel territorio sino al terribile epilogo del disastro del 19 luglio 1985. La nascita della Fondazione Stava 1985 e l'apertura del Centro di documentazione a Stava hanno permesso di raccogliere, catalogare, rendere fruibile la documentazione e il materiale legati al disastro del 1985.

Essendo genesi, cause e responsabilità legate a filo doppio con l'attività mineraria, inevitabilmente la storia della valle di Stava si intreccia alla storia della miniera sul monte Prestavèl, soprattutto nella seconda metà del Novecento.

Da alcuni anni a Darzo, una realtà che è parte integrante del Comune di Storo, paese della Valle del Chiese nelle Giudicarie interiori, a ridosso del confine con il territorio lombardo, la comunità sta provando a scavare nelle proprie memorie per riportare alla luce un pezzo di storia che ha mutato per sempre il tessuto economico, sociale, culturale e l’ambiente locale, a seguito della nascita, sviluppo e decadenza dell’industria di estrazione e lavorazione della barite (1894-2009). La Pro Loco Darzo prima (2005-2008), affiancata da un Comitato di cittadini e associazioni poi (2009-2011) e la nuova associazione La Miniera oggi (dal 2011) hanno realizzato attività di ricerca, documentazione, divulgazione concentrandosi sugli abitanti della comunità di Darzo.

L’Altipiano dell’Argentario è interessato sin dall’epoca romana dallo sfruttamento delle risorse del sottosuolo con l’estrazione della pietra di Trento, detta anche “Rosso Ammonitico”, l’estrazione in epoca medioevale dell’argento e la realtà attuale dell’estrazione del porfido. Tre poli estrattivi che di fatto hanno profondamente modificato nel corso del secoli l’assetto ambientale e sociale di quest’area. In particolare il settore estrattivo del porfido, realtà di tipo industriale a partire dagli anni ’70 del Novecento, ci racconta oggi una realtà di grandi sconvolgimenti sul tessuto sociale ed economico della piccola porzione della Valle di Cembra interessata dalla coltivazione di questa pietra vulcanica. Oggi ci si interroga sul futuro di questo settore, ma anche sulla gestione ambientale che conseguirà all’abbandono delle numerose (ad oggi circa 100) cave.

Le diversità e gli elementi comuni di queste esperienze fanno intuire dei punti di forza per un lavoro a più mani con i macro-obiettivi seguenti:

- mettere a fattor comune la documentazione esistente relativa all’impatto che l’attività mineraria ha avuto sui tre territori integrandola nelle parti incomplete ma utili al progetto;

- innescare collaborazioni virtuose con altre associazioni ed istituzioni del territorio e rivisitare il passato per contribuire a creare le premesse per un nuovo sviluppo futuro, basato sui valori della conoscenza delle risorse del proprio territorio e delle decisioni partecipate nell’uso dei beni comuni, facendo tesoro di vicende storiche collettive e personali che hanno forgiato l’identità locale;

- elaborare un confronto e poi una sintesi della documentazione capace di restituire uno spaccato di quel territorio e della comunità trentina legati ad alcuni fra i più importanti siti minerari del Novecento;

- divulgare infine la sintesi elaborata con le vicende e i fattori che hanno contrassegnato l’epopea di una parte della storia mineraria del Trentino, paradigmatica del passaggio da una economia rurale di sopravvivenza a una industriale di successo e poi anche di declino.

L’intenzione è di affiancareal lavoro di selezione e sintesi documentale la proposta di un concorso aperto a tutto il territorio provinciale per la produzione in tempi molto contenuti di brevi cortometraggi (3-4 minuti) sul tema della trasformazione del territorio legata all’attività mineraria del Novecento.

Il lavoro di sintesi sul materiale raccolto produrrà due strumenti divulgativi:

- un’area tematica multimediale consultabile sul web;

- un prodotto video in tre capitoli (uno per ogni realtà proponente) che rispetti un format opportunamente progettato;

Le ricerche svolte, le dirette testimonianze dei protagonisti sin qui raccolte confermano la comunanza di alcuni elementi fra le realtà soggette a un analogo, dirompente destino: suolo comune, intraprendenti imprenditori privati, concessioni pubbliche, strutture imponenti, fatiche, ingegno e dedizione personale di generazioni di uomini e donne del luogo, dei paesi limitrofi o migrati appositamente da altre zone.
Con molto diversi, quasi sorprendenti, epiloghi: repentino e catastrofico a Stava, di lento declino fin all'esaurimento dell'attività a Darzo, di ancora attuale seppur contrastata produzione per quanto riguarda il porfido nella zona di Albiano.