Partenze, arrivi, ritorni. Trent'anni di emigrazione trentina in Svizzera (1946-1975)

Date: 31 Dicembre 2010 - 30 Dicembre 2011

La ricerca intende approfondire un aspetto poco studiato dell’emigrazione trentina, quello dell’emigrazione in Svizzera nel corso del secondo dopoguerra. Se, infatti, conosciuta è la vicenda migratoria trentina verso le Americhe e l’Australia, lo è molto meno quella verso i paesi europei. Anche il periodo che si intende prendere in considerazione – quello del secondo dopoguerra – risente di una carenza di studi tanto più evidente se messa in relazione all’importanza del fenomeno migratorio: si calcola infatti che gli emigranti trentini in Europa furono circa 35.000 solo nel decennio 1960-1970.

Il progetto di ricerca, affidato allo storico Mattia Pelli, ha lo scopo di studiare in particolare il caso dei trentini in Svizzera, paese che ha visto nel secondo dopoguerra il maggior afflusso di immigrati provenienti dal Trentino, almeno fino alla metà degli anni ’50, quando la Germania diventò la meta favorita dei nostri emigranti.

La scelta del periodo storico entro cui si colloca le presente ricerca (1946-1975) non è casuale: nel maggio del 1946 presso la sede dell’Ufficio del lavoro della Regione venne firmato un accordo davanti a un rappresentante del governo svizzero che prevedeva l’ingaggio di circa 5.000 italiani da destinare al lavoro presso le cooperative Migros di Zurigo. Questo episodio rappresenta un punto d’avvio simbolico ideale per una ricerca che abbia al centro l’emigrazione trentina: per la presenza delle istituzioni nella trattativa, per il carattere organizzato di questo accordo sulla manodopera e infine per la sua dimensione nazionale, che ricorda la necessità di inserire le vicende trentine in quelle più ampie della storia dell’emigrazione italiana nel secondo dopoguerra.

Il 1975 è un’altra data significativa per la storia dell’emigrazione trentina, dal momento che è il primo anno in cui i ritorni superano le partenze: come per tanti altri italiani espatriati in cerca di lavoro, la crisi economica della metà degli anni ’70 rappresenta uno spartiacque importante anche per gli emigranti trentini. Molti di essi decideranno di ritornare alla loro terra, chiudendo così definitivamente la propria esperienza migratoria.

Per raccogliere dati sul tema oggetto della ricerca, Mattia Pelli ricorrerà ai fondi relativi all’emigrazione trentina in Svizzera presenti in provincia (presso la Fondazione Museo Storico del Trentino, l’Archivio provinciale, alcuni archivi comunali) nonché all’Archivio Centrale dello Stato di Roma e ad archivi svizzeri, come quello della Federazione delle Colonie Libere di Zurigo e quelli delle varie Missioni Cattoliche in Svizzera, così come gli archivi dei circoli svizzeri dell’Associazione Trentini nel Mondo.

Inoltre nel corso del progetto di ricerca è prevista la raccolta di circa 50 interviste con emigranti trentini, da svolgere sia in Svizzera che in Trentino. Queste interviste saranno raccolte su supporto audio o video e andranno ad integrare il patrimonio documentario della Fondazione Museo Storico del Trentino.

E’ prevista infine l’organizzazione di due convegni (uno all’anno) relativi al tema oggetto della ricerca, che avrà lo scopo di fare incontrare esperti nel settore della storia dell’emigrazione per avviare un dibattito storico-metodologico sull'emigrazione italiana in Europa.

Ricercatori impegnati: Mattia Pelli
Periodo di svolgimento: gennaio-dicembre 2011