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Le sponde della memoria: il ruolo dell'oblio nel panorama mediale contemporaneo

Date: 01/01/2011 - 20/11/2011

LE SPONDE DELLA MEMORIA
IL RUOLO DELL'OBLIO NEL PANORAMA MEDIALE CONTEMPORANEO
4° seminario internazionale su Mass media e memoria
Facoltà di Economia - Sala conferenze
 Via Inama, 5
Trento

 Programma:

ore 9.00 Saluto

Giuseppe Ferrandi, Direttore della Fondazione Museo storico del Trentino

Andrea Giorgi, Direttore del Dipartimento di Filosofia e Beni culturali - Università degli Studi di Trento

Introduce e modera i lavori
Leonardo Gandini, Università di Modena e Reggio Emilia

ore 9.30
 Andrea Bellavita, Università di Trento
“Dall’abbondanza alla bulimia: oblio e selezione nell’ecosistema mediale contemporaneo”

Maggie Cardelús
“back-wards. for-wards, in-wards”

Roy Menarini, Università di Udine
“La mente che cancella: oblio e persistenza nel cinema contemporaneo”

ore 13.00 Buffet

ore 14.00
 Francesca Rigotti, Università della Svizzera italiana
“delete/de lethe: vecchie e nuove metafore dell’oblio”

Giovanni Bottiroli, Università di Bergamo
“Solo una cosa no hay. Es el olvido” (Borges). L’energia del ricordo nella letteratura”.

Elena Lamberti, Università di Bologna
“Visibilmente assenti: gli ‘eventi iconici’ tra oblio e censura”

**

Nel corso dei secoli la memoria e l’oblio si sono spesso avvicendati come depositari di valori sociali, culturali e filosofici. Sul fronte della cultura, a periodi nei quali il ricordo veniva giudicato semplicemente una modalità pedante e scolastica di apprendimento, a tutto beneficio dell’oblio, inteso come luogo di opportuna rimozione e sovversione dei modelli tradizionali, ne sono regolarmente succeduti altri in cui la memoria, nell’accezione di conoscenza del passato, costituiva, nel processo di formazione intellettuale di un individuo, un passaggio ineliminabile e necessario. Sul piano politico memoria e oblio hanno assunto a loro volta, a seconda delle circostanze e delle epoche, significati opposti e complementari. A periodi nei quali l’atto di dimenticare coincideva con l’indulgenza, la capacità di perdonare (si veda al riguardo la contiguità etimologica dei termini amnesia e amnistia) ne sono subentrati altri in cui la dimenticanza era indice di colpevolezza, o almeno di cattiva coscienza, sul piano individuale o collettivo.

Nella nostra epoca la memoria gode di ottima salute e reputazione. Al punto da essere assurta alla posizione di un valore assoluto e inalienabile, oggetto di indicazioni prescrittive e pedagogiche: le giornate della memoria ruotano intorno ad eventi che vanno inderogabilmente tenuti impressi. Sul fronte opposto, l’oblio tende ad essere demonizzato, valutato alla stregua di un meccanismo psicologico deteriore, del quale si finisce per essere più vittime che artefici: anche soltanto sul fronte del linguaggio comune, si rischia di dimenticare in misura molto maggiore di quanto si voglia dimenticare. In linea di principio i media dovrebbero svolgere appunto questa funzione terapeutica: aiutare a ricordare, debellare l’oblio a suon di immagini “memorabili”. In realtà, proprio in rapporto alla presenza invasiva del cinema, della televisione e del web, sorgono alcune questioni di notevole complessità:

- È possibile considerare l’oblio più un farmaco che una malattia? Alla luce della odierna pervasività di immagini che aspirano a rimanere impresse nel ricordo, l’oblio può fungere da antidoto a quelli che Tzvetan Todorov ha acutamente definito gli “abusi della memoria”? In che misura la formazione culturale oggi passa attraverso un lavoro di raffinamento e distillazione di tutto quello che ci viene chiesto di guardare e trattenere nel ricordo?

- Alla luce del panorama mediale contemporaneo, è possibile riconsiderare il rapporto fra memoria e oblio lungo l’asse naturalità/artificialità? Laddove la prima sarebbe oggetto (o vittima) di sollecitazioni artificiali ed eterodirette, mentre il secondo obbedirebbe piuttosto a criteri istintivi ed autonomi di selezione e rimozione, delle immagini e degli eventi?

- Nello scenario contemporaneo, nel quale si sono moltiplicate in misura esponenziale le forme e i modelli della cultura visiva, il ruolo tradizionale dell’immagine come luogo generatore di memoria si è andato rafforzando o indebolendo?

- In che misura e sotto quale prospettiva va considerata l’attenzione crescente che la fiction contemporanea, soprattutto in ambito americano, dedica alla figura dello smemorato, dell’individuo vittima di amnesia,proteso nel tentativo, talvolta vano, di rimettere insieme i tasselli del proprio passato? E’ possibile ricondurre il fenomeno ad un tentativo di fotografare un panorama assediato dalle incombenze e dagli imperativi della memoria sul piano individuale e sociale?

Immagini
Locandina

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Cinema e storia
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torna a inizio pagina Aggiornato il: 27/10/2011 11:59