Le fonti per la storia: per un archivio delle fonti su Primiero e Vanoi

Date: 07 Giugno 2011 - 31 Dicembre 2011

Il progetto propone l’individuazione e la schedatura di otto tipologie di fonti  (archivistiche, bibliografiche, fotografiche, architettoniche, orali, materiali, archeologiche, storico-artistiche) per lo studio della storia delle valli di Primiero e Vanoi, al fine di promuoverne la conoscenza, la valorizzazione e lo studio, fornendo adeguati supporti per la ricerca. Il progetto non vuole proporre una semplice somma di schede di beni culturali eterogenei, ma vuole creare una relazione coerente tra “oggetti” che sono valutati eminentemente come fonti per la storia, ossia come portatori di informazioni storiche, nella fattispecie storico-territoriali. L’indagine intende perciò considerare un ampio panorama di fonti all’interno di una visione globale del rapporto tra uomo e territorio, affiancando a percorsi più tradizionali (le fonti archivistico-bibliografiche, il patrimonio storico-artistico e archeologico) la schedatura di fonti orali e per la storia della cultura materiale. Fornendo uno sguardo d’insieme sul patrimonio storico-culturale della valle, che ancora manca, s’intende non solo offrire un importante strumento di conoscenza, studio e ricerca sul territorio, ma anche individuare nell’ambito considerato percorsi di intervento, valorizzazione e fruizione rivolta alle più diverse esigenze: di studio, ricerca, promozione e conoscenza del territorio.

Per far sì che fonti tanto eterogenee possano essere coerentemente individuate, schedate e messe in relazione, è stata ideata la creazione di un databaseomogeneo, globale e integrabile, che raccolga il lavoro di schedatura di tutti i curatori, pubblicabile su Web per la massima fruizione.

Data la mole potenzialmente infinita delle fonti rilevabili, si è deciso di adottare un approccio che preveda un'individuazione progressiva dal generale al particolare, che consideri quindi le fonti sia singolarmente intese, sia anche in quanto appartenenti ad insiemi e sottoinsiemi, a loro volta interpretabili come fonti. L’architettura generale del database riflette questo criterio di individuazione attraverso tre livelli di approfondimento, ad ognuno dei quali corrisponde una tabella di schedatura. Nel primo livello vengono raccolte le informazioni relative ad insiemi di fonti (archivi, collezioni di manufatti, gruppi di interviste, biblioteche, scavi archeologici, musei ecc.). Le tabelle di secondo livello schedano le unità contenute in tali insiemi (fondi archivistici, singolo manufatto, singola intervista, saggio scientifico, sito archeologico, opera d'arte ecc.). Alcune tipologie di fonti hanno richiesto inoltre l'elaborazione di un terzo livello di approfondimento, potenzialmente (ma non necessariamente) estensibile all'intero lavoro.

La definizione e il contenuto dei vari livelli non è stata una scelta scontata ed immediata, ma è il frutto di una riflessione critica e del costante confronto tra le esigenze dei curatori. L'istanza primaria era ed è quella di affiancare alla coerenza interna della singola scheda nel proprio ambito disciplinare, la coerenza logica dell'intero sistema, risultato che si è ottenuto attraverso constanti ridefinizioni e aggiustamenti.

La provenienza delle informazioni schedate che necessitano un livello di analisi più approfondito (cronologia, attribuzione, ecc.) è sempre specificata e motivata segnalando da dove è desunto il dato (es., per quanto riguarda la cronologia di una fonte storico-artistica, nel campo “motivazione cronologia” si specifica il motivo dell'ascrizione cronologica: osservazione diretta, bibliografia, presenza di un'iscrizione, analisi stilistica...). I compilatori, nella maggior parte dei casi, si limitano infatti a registrare i dati immediatamente deducibili dall'oggetto schedato oppure già acquisiti dalla letteratura secondaria o desumibili dalle altre fonti primarie. La collaborazione tra i curatori è direzionata anche in questo senso.

La coerenza reciproca tra le singole fonti è stata inoltre necessaria per rendere possibile un altro obiettivo centrale del progetto, ossia la creazione di un GIS (Geographic Information System) storico, basato sui dati geografici e cronologici delle fonti uniformemente misurati. Il GIS storico consiste nel posizionamento delle singole fonti (e di tutte le informazioni contenute nelle relative tabelle di schedatura) in un ambiente geografico secondo delle coordinate spaziali e temporali. Se per le fonti archeologiche, artistiche, materiali e architettoniche il ricorso a tale strumento è una prassi ormai consolidata, molto più raro è il suo impiego per le altre tipologie di fonti (bibliografiche, archivistiche, orali, fotografiche) che i curatori si propongono di schedare. I curatori del progetto hanno ritenuto infatti che la possibilità di confrontare fonti eterogenee attraverso una restituzione cartografica interrogabile sia uno strumento innovativo e valevole dal punto di vista scientifico.

Parallelamente alla compilazione delle schede si prevede la raccolta e digitalizzazione di materiali conservati negli archivi privati, delle registrazioni audio o audiovisive realizzate per le interviste, delle foto eseguite dai curatori durante il lavoro di schedatura, al fine di costruire un nuovoarchivio virtuale direttamente collegato al database attraverso specifici campi di collegamento.