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"La crociata e Est: l'operazione Barbarossa e l'attacco all'Unione Sovietica (1941-1945): conferenza

01/04/2015 ore 17:30

Luogo: Trento - Biblioteca comunale

  • via Roma, 55
  • 38122 Trento

ll Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale e la Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con la Biblioteca comunale di Trento, invitano all'incontro:

LA CROCIATA A EST: L'OPERAZIONE BARBAROSSA E L'ATTACCO ALL'UNIONE SOVIETICA (1941-1945)

Interviene Lorenzo Gardumi
Introduce Massimo Libardi

Nell’agosto 1939 accadde qualcosa di inaspettato e impensabile: deflagrò sull’intera Europa il patto Ribbentrop-Molotov. Nazismo e bolscevismo si alleavano per spartirsi la Polonia e gli stati del Baltico. Prendeva così il via la seconda guerra mondiale.
La collusione tra i due totalitarismi non durò: il punto di svolta furono le trattative abortite, dopo la missione di Molotov a Berlino alla fine del 1940, per il “patto n. 2”. Poco più di sei mesi più tardi l’alleanza era definitivamente spezzata dall’“operazione Barbarossa”, il grande attacco all’URSS del 22 giugno 1941.
Fino all'ultimo Stalin non aveva voluto credere alle informazioni ricevute sull’imminente attacco e così la sorpresa si unì all’impreparazione dell’Armata rossa: tra il giugno e il dicembre 1941, la Blitzkrieg nazista fu travolgente.
La guerra a est fu una guerra totale, assoluta e di sterminio. Gli obiettivi strategico-militari cambiarono nel corso della campagna: prima Leningrado (capitale ideologica del comunismo), poi Mosca (capitale politica) e infine il Caucaso (ricco di risorse petrolifere). Intrappolata Leningrado con un assedio durato fino al 1944, i tedeschi puntarono su Mosca, dove furono fermati nel dicembre 1941. Superata la stasi invernale, la Wehrmacht avanzò verso il Caucaso e i pozzi petroliferi di Baku. Sulla strada, però, i tedeschi trovarono Stalingrado.
Superato lo sbandamento iniziale, Stalin era riuscito a mobilitare la società sovietica resuscitando il sentimento nazionale, chiamando a raccolta la popolazione sotto la bandiera della riscossa patriottica: la lotta contro l’invasore era una lotta per la sopravvivenza, al fronte come nelle retrovie dell’avversario. Iniziavano a delinearsi gli esiti del conflitto.
Non si può, infine, non sottacere come le truppe tedesche che avanzavano in Unione Sovietica, venivano accolte come fossero dei liberatori: i decenni di comunismo avevano esacerbato il rancore verso Mosca, in particolare nelle popolazioni non russe, che coltivavano ancora un sentimento di appartenenza nazionale. 
Respinte le truppe naziste fino a Berlino, gli effetti della propaganda comunista furono evidenti nel comportamento dell’Armata rossa nei territori in cui avanzano: violenze, uccisioni e stupri esprimevano drammaticamente un sentimento di vendetta diffuso, di cui furono vittime i civili.

***

 L’incontro fa parte del ciclo di conferenze “La seconda guerra dei Trent’anni”.

Prossimi appuntamenti:

8 aprile 2015
Il conflitto del Nagorno-Karabakh, con Fernando Orlandi, Mario Raffaelli e Roberto Toniatti 

15 aprile 2015
La seconda Guerra dei Trent’anni sul grande schermo, con Gianluigi Bozza

22 aprile 2015
“Questa guerra è diversa da tutte quelle del passato…”, con Fernando Orlandi

29 aprile 2015
La morte viene dal cielo. I bombardamenti sul Trentino, 1944-45, con Patrizia Marchesoni

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torna a inizio pagina Aggiornato il: 31/03/2015 09:31