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Storia del Museo

Bice Rizzi nella sede del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà all'interno del Castello del Buonconsiglio (febbraio 1962) Il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat in visita al Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà (3 novembre 1968)

La costituzione della Fondazione Museo storico del Trentino, avvenuta nel novembre 2007, rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso iniziato nel 1919, all'indomani dell'unificazione del Trentino con l'Italia al termine della prima guerra mondiale, quando fu costituito a Trento un comitato provvisorio di sostegno al progetto di un Museo del Risorgimento. L'idea traeva spunto da una sollecitazione di Cesare Battisti che aveva auspicato la formazione di un museo del XIX secolo.
Il nuovo Museo fu inaugurato nelle sale di Castelvecchio (all’interno del Castello del Buonconsiglio) il 29 giugno del 1923 e prese il nome di Museo trentino del Risorgimento. La conduzione fu affidata a Bice Rizzi.
Le raccolte di oggetti e documenti - perlopiù costituite da donazioni e lasciti di privati - volevano testimoniare il forte sentimento patriottico che univa i componenti del Comitato promotore, attento ad evidenziare il legame privilegiato del Trentino con l'Italia.

Negli anni trenta ci fu un primo trasferimento: il Museo fu spostato dal primo al secondo piano di Castelvecchio. Il nuovo allestimento fu completato nel 1939 con la risistemazione della «Sala della Vittoria» ospitata all’interno della torre d’Augusto.

Dopo il bombardamento anglo-americano di Trento del 2 settembre 1943 le raccolte furono imballate e trasferite per motivi di sicurezza a Sand in Taufers/Campo Tures (Bolzano).

Nel maggio del 1945 Bice Rizzi rimise mano al riallestimento del Museo, avvalendosi della collaborazione della nuova direzione composta da Nino Andreatta sr. e Giulio Benedetto Emert. Il Museo assunse la denominazione di Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà; le raccolte si arricchirono di materiali relativi agli eventi più recenti della seconda guerra mondiale e con esse si ampliarono i campi di interesse espositivo e di ricerca. A questo momento risale anche l'adesione del Museo alla Rete nazionale degli istituti per la storia della Resistenza, partecipazione che prosegue ancora oggi.

A partire dagli anni settanta il Museo visse un periodo di incertezza rispetto alla sua collocazione. Il trasferimento della proprietà del Castello dallo Stato alla Provincia autonoma aveva infatti riaperto l'annoso contenzioso sulle funzioni da assegnare al Castello rispetto alle tante memorie in esso custodite. La soluzione giunse dopo anni di chiusura, nel 1985, quando fu inaugurata la nuova sede nelle cosiddette ex Marangonerie, edificio adiacente al corpo centrale del Castello stesso.

Nel 1995 il Museo assunse la denominazione di Museo storico in Trento, scelta per sottolineare l'ulteriore ampliamento delle prospettive tematiche e territoriali, lungo le quali si stava muovendo già da tempo l'istituzione. Il riferimento al capoluogo e al suo sviluppo storico restava un elemento significativo, ribadito se non altro dalla norma statutaria che attribuisce l’ufficio di presidenza al Sindaco della città.

Nel gennaio 2003 il Museo ha completato il trasferimento della propria attività negli attuali locali di via Torre d’Augusto, fuori dagli spazi del Castello; nel 2009 si sono aggiunti anche alcuni spazi in Via Torre Verde, utilizzati per la Direzione, gli uffici amministrativi e l’archivio di Cinema e Storia. La nuova sede espositiva è in fase di realizzazione.

Informazioni

Fondazione Museo storico del Trentino
tel. +39 0461 230482
fax +39 0461 1860127
info@museostorico.it
Posta PEC:  info@pec.museostorico.it

torna a inizio pagina Aggiornato il: 16/03/2011 10:39